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esempio di coibentazione (in questo caso con cellulosa a fiocchi)

Insufflaggio sottotetto: qual è lo spessore minimo e quello ottimale?

Stai pensando di isolare il tuo sottotetto con la tecnica dell’insufflaggio e, giustamente, ti stai ponendo la domanda più importante: di quale spessore ho bisogno?

È un dubbio comune: bastano 15 cm? Devo arrivare a 30? C’è uno spessore “giusto”?

La risposta è: sì, c’è uno spessore ottimale, ma non è un numero fisso. Dipende da due fattori chiave: il materiale isolante che si utilizza e la performance termica che si vuole raggiungere.

Questa guida ti spiegherà in modo semplice e tecnico come si determina lo spessore corretto per un insufflaggio del sottotetto a regola d’arte, per garantirti il massimo del risparmio e l’accesso ai bonus fiscali.

Perché lo spessore è così importante? il concetto di “resistenza termica” (R)

lana di roccia misurata in sottotetto

Per prima cosa, dobbiamo smettere di pensare in “centimetri” e iniziare a pensare in “performance”. La performance di un isolamento non si misura in spessore, ma in resistenza termica (valore R).

Il valore R ci dice “quanta forza” ha il nostro strato isolante nel bloccare il passaggio del calore. Più alto è il valore R, migliore sarà l’isolamento.

Questo valore si ottiene con una formula semplice: Resistenza termica (R) = Spessore (in metri) / Conducibilità termica (Lambda, λ)

La conducibilità termica (Lambda, λ) è il valore che trovi su ogni scheda tecnica e indica quanto bene un materiale conduce il calore (più è basso, più isola).

Questo significa che per ottenere la stessa resistenza termica (R), avrai bisogno di uno spessore diverso a seconda del materiale scelto.

Lo spessore minimo per i bonus fiscali: il vero punto di partenza

Oggi, il vero “spessore minimo” per un intervento efficace è dettato dai requisiti per accedere ai bonus fiscali (es. Ecobonus).

La legge non impone uno spessore, ma impone una resistenza termica (R) minima da raggiungere, che varia in base alla tua zona climatica.

Ad esempio, in gran parte del Nord Italia (Zona Climatica E), per l’isolamento delle coperture la legge richiede valori di trasmittanza molto bassi, che corrispondono a una resistenza termica (R) molto alta.

Quindi, la prima domanda che un tecnico professionista ti farà non è “quanti cm vuoi?”, ma “qual è la tua zona climatica?”, per calcolare la performance minima richiesta per legge.

Spessore e materiali: un confronto pratico

Vista interna di un’intercapedine riempita con lana di vetro in fiocchi, posata uniformemente fino al soffitto. Vista interna di un’intercapedine riempita con lana di vetro in fiocchi, posata uniformemente fino al soffitto.
Vista interna di un’intercapedine riempita con lana di vetro in fiocchi, posata uniformemente fino al soffitto

Vediamo ora come cambia lo spessore necessario in base ai due materiali più usati per l’insufflaggio del sottotetto.

Ipotizziamo di voler raggiungere un’eccellente resistenza termica (R) di 7,0 m²K/W.

Caso 1: Insufflaggio con fibra di cellulosa (es. Ranghetticel Eco)

  • Questo materiale ha una conducibilità termica (Lambda) certificata di λ = 0,038 W/mK.
  • Calcolo spessore: 7,0 (R) * 0,038 (λ) = 0,266 metri
  • Spessore necessario: 27 cm

Caso 2: Insufflaggio con lana di vetro in fiocchi (es. Ranghettiwool)

  • Questo materiale, specifico per sottotetti, ha una conducibilità termica (Lambda) di λ = 0,041 W/mK (il dato 0,041-0,045 si riferisce a diverse densità, usiamo il valore più comune per il calcolo).
  • Calcolo spessore: 7,0 (R) * 0,041 (λ) = 0,287 metri
  • Spessore necessario: 29 cm

Come vedi, per ottenere la stessa identica performance, i centimetri necessari cambiano.

Un materiale con un Lambda più basso (come la cellulosa) permette di ottenere il risultato con uno spessore leggermente inferiore.

Qual è lo spessore minimo e quello ottimale?

logo ditta insufflaggio termico Ranghetti Art Proget operativa in tutto il Nord Italia e Svizzera italianaOra possiamo rispondere alle domande chiave:

  • Esiste uno spessore minimo? Tecnicamente, potresti insufflare anche solo 10 cm, ma sarebbe un lavoro inutile. Uno spessore inferiore ai 20 cm è quasi sempre insufficiente per raggiungere i requisiti dei bonus fiscali e ottenere un risparmio energetico significativo. È uno spreco di soldi.
  • Esiste uno spessore massimo? Nell’isolamento vige la regola “più ce n’è, meglio è”. L’unico limite è lo spazio fisico nel tuo sottotetto (ad esempio, l’altezza delle travi in un sottotetto non abitabile) e il budget.
  • Qual è lo spessore “ottimale” consigliato? Per un sottotetto non calpestabile, dove non abbiamo limiti di altezza, il nostro consiglio tecnico è di puntare a uno spessore tra i 30 e i 40 cm. Perché?
    1. Massimo comfort: si superano ampiamente i requisiti di legge.
    2. Efficacia estiva: con questi spessori, materiali come la fibra di cellulosa creano un “effetto massa” (sfasamento termico) che blocca il caldo estivo per molte ore.
    3. Miglior rapporto costo/beneficio: la spesa aggiuntiva per passare da 25 a 35 cm è minima rispetto al beneficio che si ottiene per i successivi 50 anni.

Non fidarti di chi vende “spessori” a caso.

Lo spessore corretto non è un’opinione, è un calcolo tecnico. Noi di Ranghetti Art Proget partiamo sempre da un sopralluogo, verifichiamo il materiale isolante per sottotetto più adatto alla tua struttura e calcoliamo lo spessore esatto per garantirti il risultato e l’accesso ai bonus.

Vuoi sapere qual è lo spessore ideale per il tuo sottotetto?

Contattaci per un’analisi tecnica e un preventivo senza impegno. I nostri tecnici ti forniranno un calcolo prestazionale su misura per la tua casa.

Chiamaci ai numeri 328 862 6651 o 0363 909 222, oppure invia una mail a info@isolamento-insufflaggio.it.

Operativi in tutto il Nord Italia e nella Svizzera italiana!

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